MANCATA O TARDIVA CONTESTAZIONE DEGLI ESTRATTI CONTO BANCARI: CONSEGUENZE

PREMESSA

Avete ricevuto regolarmente dalla vostra banca gli estratti conto periodici e li avete conservati ripromettendovi di controllarli in un secondo momento. Quando finalmente lo fate, vi accorgete che ci sono degli addebiti di somme secondo voi non dovute (spese che non ricordate di aver effettuato, commissioni bancarie che non vi sembra di aver concordato, errori di calcolo). Purtroppo è passato molto tempo da quando avete ricevuto l’estratto conto.
È ancora possibile contestare gli addebiti?

La risposta non è univoca: dipende infatti dal tempo effettivamente trascorso e dal tipo di addebito che volete contestare. Vediamo quindi nel dettaglio cosa è possibile fare.

UN BREVE CENNO SULL’ESTRATTO CONTO BANCARIO

L'estratto conto bancario è un documento emesso periodicamente dalla banca che riepiloga tutte le operazioni finanziarie effettuate su un conto corrente durante un determinato periodo di tempo, solitamente mensile.

Si tratta di uno strumento essenziale per la gestione e il controllo delle operazioni bancarie, perché garantisce trasparenza e sicurezza nelle transazioni finanziarie.

Funzione dell'estratto conto bancario

  • Monitoraggio delle Transazioni: Fornisce al titolare del conto un resoconto dettagliato di tutte le transazioni, inclusi depositi, prelievi, bonifici, pagamenti con carta, addebiti diretti e accrediti.
  • Gestione delle Finanze: Aiuta nella gestione delle finanze personali o aziendali, offrendo una visione chiara delle entrate e delle uscite, facilitando la pianificazione finanziaria e il controllo del budget.
  • Prova Documentale: Serve come prova documentale delle operazioni finanziarie effettuate, utile per scopi legali e fiscali.
  • Calcolo degli Interessi: Indica gli interessi maturati (positivi o negativi) sul saldo del conto corrente, permettendo al titolare di verificare l'applicazione corretta delle condizioni contrattuali.
  • Verifica della Correttezza: Permette al correntista di verificare che tutte le operazioni registrate siano corrette e autorizzate. In caso di errori o transazioni non riconosciute, il titolare può segnalare immediatamente la discrepanza alla banca.

LA VERIFICA E LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO BANCARIO

Prima di avviare qualsiasi contestazione, è importante verificare attentamente l’estratto conto ricevuto e confrontare tutte le transazioni elencate, gli addebiti e gli accrediti, con le vostre registrazioni personali. Se rilevate delle discrepanze, prendete nota delle operazioni specifiche che intendete contestare.

Ciò è necessario poiché le scritturazioni contenute nell’estratto conto godono di una presunzione di veridicità e possono quindi essere contestate solamente in maniera circostanziata, riferendosi specificatamente a singole operazioni e non certamente contestando in maniera generica l’estratto conto ricevuto.

TEMPISTICHE PER LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO

Il termine per contestare le risultanze dell’estratto conto bancario è indicato nel contratto che avete sottoscritto. Generalmente è di 60 giorni dalla data di ricezione dell’estratto conto. Tuttavia, è consigliabile verificare sempre le condizioni contrattuali sottoscritte quando avete aperto il conto corrente, perché potrebbero essere previsti dei termini differenti.

Secondo il primo comma dell’art. 1832 del codice civile, l’estratto conto si intende approvato se non è contestato nel termine pattuito tra le parti.

Ciò sta a significare che il correntista riconosce e accetta le operazioni registrate dalla Banca nell’estratto conto. Tuttavia, ciò non gli impedisce di contestare, anche successivamente all’approvazione del conto, eventuali errori di calcolo, errori materiali e operazioni non autorizzate.

ECCEZIONI CONTESTABILI ANCHE DOPO L’APPROVAZIONE DEL CONTO

Stabilisce infatti il secondo comma dell’art. 1832 del codice civile che:

“l’approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni.”

La mancata contestazione dell’estratto conto nel termine di 60 giorni o di quello diverso stabilito nel contratto, non elimina quindi la possibilità di contestare gli errori, le omissioni e le duplicazioni presenti nel conto.

Tali contestazioni devono però essere proposte entro 6 mesi dal ricevimento dell’estratto conto. Questo termine è un termine di decadenza, e cioè un termine decorso il quale è esclusa ogni ulteriore possibilità di impugnazione del tipo di errori che abbiamo indicato più sopra.

LE CONTESTAZIONI SUCCESSIVE AI TERMINI PREVISTI DALL’ART. 1832 C.C.

Trascorsi i termini previsti dall’art. 1832 del codice civile non c’è quindi più nulla da fare?

Non è proprio così.

Nel nostro ordinamento giuridico è infatti fatta salva in ogni caso la possibilità per il correntista di contestare gli addebiti illegittimi, che ad esempio derivano da clausole contrattuali nulle, perché si riferiscono a spese, commissioni e interessi non pattuiti tra le parti o contrari a norme di legge.

In questo caso il termine per contestare gli addebiti è di 10 anni, che generalmente decorrono dalla data di chiusura del rapporto di conto corrente. Ciò in via del tutto indicativa, perché il decorso del termine va calcolato in maniera diversa a seconda del tipo e dell’andamento del rapporto di conto corrente. È perciò opportuno che gli estratti conto da contestare e il contratto di conto corrente di riferimento siano esaminati da un legale esperto in materia bancaria, che potrà indicarvi con certezza la tempistica entro cui agire nei confronti della banca. Il rischio altrimenti è quello di sbagliare il calcolo dei termini e di perdere il diritto al rimborso per prescrizione.

LA PROCEDURA DI CONTESTAZIONE DEGLI ESTRATTI CONTO

  • Innanzi tutto, è necessario prendere dettagliatamente nota delle operazioni da contestare, indicando per ognuna di esse data, importo, descrizione e motivo della contestazione.
  • Oltre all’estratto conto contestato, è opportuno allegare, se presente, eventuale ulteriore documentazione di supporto (ricevute, conferme di pagamento, scontrini, etc…).
  • Predisponete una lettera formale di contestazione, indirizzata alla vostra banca, indicando chiaramente le vostre generalità e il numero del rapporto di conto corrente. Descrivete dettagliatamente le transazioni contestate, precisando i motivi della contestazione ed allegando l’estratto conto e la documentazione di supporto, chiedendo la correzione degli errori riscontrati.
  • Inviate la lettera di contestazione a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure a mezzo pec, all’indirizzo indicato dalla vostra banca per i reclami (solitamente si tratta del servizio clienti oppure di un apposito ufficio reclami).
  • Una volta ricevuta la contestazione, la banca ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni. Se ciò non avviene, oppure la risposta della banca è negativa, è possibile ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, che è un organismo imparziale per la risoluzione delle controversie tra i clienti e le banche o altri intermediari finanziari a cui si può ricorrere senza la necessità di essere assistiti da un avvocato e con costi contenuti: il costo della presentazione di un ricorso è infatti di soli 20 euro, che verranno rimborsati dalla banca in caso di accoglimento.

IL RICORSO ALL’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF)

  • Il ricorso può essere presentato online tramite il sito web dell'ABF, per posta o di persona. Deve includere una descrizione dettagliata della controversia e tutti i documenti rilevanti.
  • Entro i successivi 45 giorni la banca può trasmettere all’ABF eventuali scritti motivando il proprio diniego.
  • L'ABF esamina il ricorso e valuta le ragioni del cliente e della banca. La valutazione si basa sui documenti presentati dalle parti, senza la necessità di un'udienza.
  • L'ABF emette una decisione entro 90 giorni dalla data di ricevimento del ricorso completo. La decisione è motivata e viene comunicata alle parti.
  • La decisione dell'ABF non è vincolante come una sentenza di un tribunale, ma ha un forte valore persuasivo. Se la banca non rispetta la decisione, il cliente può rendere pubblica questa inadempienza e la banca rischia di subire un danno alla sua reputazione.

CONCLUSIONI

Abbiamo esaminato in questo breve vademecum le varie possibilità di contestare in via stragiudiziale gli estratti conto che vi vengono periodicamente trasmessi dalla Banca. Le opzioni sono molteplici, poco costose e non richiedono necessariamente l’assistenza di un avvocato.

Tuttavia, soprattutto per le vertenze riguardanti importi di una certa rilevanza, è consigliabile rivolgersi ad un professionista, perché una contestazione correttamente motivata e supportata dalla documentazione opportuna può portare alla risoluzione positiva della controversia già in sede stragiudiziale, senza necessità di dover ricorrere al Giudice, con maggiori costi e attese.

Inoltre, nel caso di insuccesso delle procedure sopra descritte, con l’ausilio di un avvocato esperto in diritto bancario sarete in grado di valutare in modo consapevole l’opportunità di intraprendere un’azione legale nei confronti della banca.

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