Avete ricevuto regolarmente dalla vostra banca gli estratti conto periodici e li avete conservati ripromettendovi di controllarli in un secondo momento. Quando finalmente lo fate, vi accorgete che ci sono degli addebiti di somme secondo voi non dovute (spese che non ricordate di aver effettuato, commissioni bancarie che non vi sembra di aver concordato, errori di calcolo). Purtroppo è passato molto tempo da quando avete ricevuto l’estratto conto. La risposta non è univoca: dipende infatti dal tempo effettivamente trascorso e dal tipo di addebito che volete contestare. Vediamo quindi nel dettaglio cosa è possibile fare. L'estratto conto bancario è un documento emesso periodicamente dalla banca che riepiloga tutte le operazioni finanziarie effettuate su un conto corrente durante un determinato periodo di tempo, solitamente mensile. Si tratta di uno strumento essenziale per la gestione e il controllo delle operazioni bancarie, perché garantisce trasparenza e sicurezza nelle transazioni finanziarie. Funzione dell'estratto conto bancario Prima di avviare qualsiasi contestazione, è importante verificare attentamente l’estratto conto ricevuto e confrontare tutte le transazioni elencate, gli addebiti e gli accrediti, con le vostre registrazioni personali. Se rilevate delle discrepanze, prendete nota delle operazioni specifiche che intendete contestare. Ciò è necessario poiché le scritturazioni contenute nell’estratto conto godono di una presunzione di veridicità e possono quindi essere contestate solamente in maniera circostanziata, riferendosi specificatamente a singole operazioni e non certamente contestando in maniera generica l’estratto conto ricevuto. Il termine per contestare le risultanze dell’estratto conto bancario è indicato nel contratto che avete sottoscritto. Generalmente è di 60 giorni dalla data di ricezione dell’estratto conto. Tuttavia, è consigliabile verificare sempre le condizioni contrattuali sottoscritte quando avete aperto il conto corrente, perché potrebbero essere previsti dei termini differenti. Secondo il primo comma dell’art. 1832 del codice civile, l’estratto conto si intende approvato se non è contestato nel termine pattuito tra le parti. Ciò sta a significare che il correntista riconosce e accetta le operazioni registrate dalla Banca nell’estratto conto. Tuttavia, ciò non gli impedisce di contestare, anche successivamente all’approvazione del conto, eventuali errori di calcolo, errori materiali e operazioni non autorizzate. Stabilisce infatti il secondo comma dell’art. 1832 del codice civile che: “l’approvazione del conto non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni.” La mancata contestazione dell’estratto conto nel termine di 60 giorni o di quello diverso stabilito nel contratto, non elimina quindi la possibilità di contestare gli errori, le omissioni e le duplicazioni presenti nel conto. Tali contestazioni devono però essere proposte entro 6 mesi dal ricevimento dell’estratto conto. Questo termine è un termine di decadenza, e cioè un termine decorso il quale è esclusa ogni ulteriore possibilità di impugnazione del tipo di errori che abbiamo indicato più sopra. Trascorsi i termini previsti dall’art. 1832 del codice civile non c’è quindi più nulla da fare? Non è proprio così. Nel nostro ordinamento giuridico è infatti fatta salva in ogni caso la possibilità per il correntista di contestare gli addebiti illegittimi, che ad esempio derivano da clausole contrattuali nulle, perché si riferiscono a spese, commissioni e interessi non pattuiti tra le parti o contrari a norme di legge. In questo caso il termine per contestare gli addebiti è di 10 anni, che generalmente decorrono dalla data di chiusura del rapporto di conto corrente. Ciò in via del tutto indicativa, perché il decorso del termine va calcolato in maniera diversa a seconda del tipo e dell’andamento del rapporto di conto corrente. È perciò opportuno che gli estratti conto da contestare e il contratto di conto corrente di riferimento siano esaminati da un legale esperto in materia bancaria, che potrà indicarvi con certezza la tempistica entro cui agire nei confronti della banca. Il rischio altrimenti è quello di sbagliare il calcolo dei termini e di perdere il diritto al rimborso per prescrizione. Abbiamo esaminato in questo breve vademecum le varie possibilità di contestare in via stragiudiziale gli estratti conto che vi vengono periodicamente trasmessi dalla Banca. Le opzioni sono molteplici, poco costose e non richiedono necessariamente l’assistenza di un avvocato. Tuttavia, soprattutto per le vertenze riguardanti importi di una certa rilevanza, è consigliabile rivolgersi ad un professionista, perché una contestazione correttamente motivata e supportata dalla documentazione opportuna può portare alla risoluzione positiva della controversia già in sede stragiudiziale, senza necessità di dover ricorrere al Giudice, con maggiori costi e attese. Inoltre, nel caso di insuccesso delle procedure sopra descritte, con l’ausilio di un avvocato esperto in diritto bancario sarete in grado di valutare in modo consapevole l’opportunità di intraprendere un’azione legale nei confronti della banca.PREMESSA
È ancora possibile contestare gli addebiti?UN BREVE CENNO SULL’ESTRATTO CONTO BANCARIO
LA VERIFICA E LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO BANCARIO
TEMPISTICHE PER LA CONTESTAZIONE DELL’ESTRATTO CONTO
ECCEZIONI CONTESTABILI ANCHE DOPO L’APPROVAZIONE DEL CONTO
LE CONTESTAZIONI SUCCESSIVE AI TERMINI PREVISTI DALL’ART. 1832 C.C.
LA PROCEDURA DI CONTESTAZIONE DEGLI ESTRATTI CONTO
IL RICORSO ALL’ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF)
CONCLUSIONI